Billy Joel setlist

Billy Joel setlist at Wembley Stadium, London, England, 22.06.2019
A Matter of Trust
My Life (Intro Piano 9th Beethoven, Ode to Joy)
The Entertainer
Vienna
The Downeaster Alexa
Say Goodbye to Hollywood
Don’t Ask Me Why
She’s Always a Woman
The Ballad of Billy the Kid
The Magnificent Seven Theme (Elmer Bernstein cover)
Movin‘ Out (Anthony’s Song)
New York State of Mind
Allentown
Rule, Britannia! (Thomas Augustine Arne cover)
We’ll Meet Again (Vera Lynn cover)
I Go to Extremes
Sometimes a Fantasy
Only the Good Die Young
The River of Dreams (interspersed with ‚I Feel Fine‘ by The Beatles)
Nessun dorma (Giacomo Puccini sung by Mike Delguidice )
Scenes From an Italian Restaurant
Piano Man
Encore:
We Didn’t Start the Fire
Uptown Girl
It’s Still Rock and Roll to Me
Big Shot
You May Be Right (with a snippet of Rock and Roll by Led Zeppelin)

The Grammys have revoked an award only once

The Grammys have revoked an award only once (Andrew R. Chow @ nytimes)
That happened 28 years ago today, after the German duo Milli Vanilli confessed that they hadn‘t actually sung on their debut album. They also admitted to lip-syncing at their many shows, and blamed their producer for putting them up to it. The scandal cost them the 1989 Grammy for Best New Artist — and their careers. Since then, Milli Vanilli has become pop culture shorthand for fraud. Last month, Nicki Minaj referred to the group in a thinly veiled shot at Cardi B, her rival. But the discussion around authenticity has shifted as well. Cardi B and Kanye West openly acknowledge receiving help with their lyrics, while Mariah Carey and Garth Brooks have survived high-profile lip-sync blunders. In an era of C.G.I and android pop stars, the truth behind art is almost beside the point.
We’ll never know if Milli Vanilli was actually years ahead of its time.

Antonello Venditti all’Arena di Verona

Domenica 23 settembre 2018 alle ore 21.00 concerto di Antonello Venditti all’Arena di Verona, dove il cantautore romano fa tappa col nuovo tour „Sotto il segno dei pesci 1978 – 2018“.
Sono passati 40 anni da quando Antonello Venditti pubblicava “Sotto il Segno dei Pesci”.
Questa manciata di canzoni di Antonello, ben prodotte da Michelangelo Romano e con una copertina firmata da Mario Convertino essenziale e iconica, escono l’8 marzo 1978 in un momento sociale di tensioni fortissime e in cui la speranza, la voglia di cambiamento sono enormi.
È la stessa necessità che vive il trentenne che ha appena lasciato alle spalle la casa-madre artistica, la RCA, ed è alla ricerca di un suono e di temi che gli diano un nuovo slancio. Antonello prende ispirazione dall’Italia che vede intorno a lui. E’ un disco personale e generazionale insieme.
«È stata la mia svolta musicale, poetica. Il mio disco più importante, in cui c’erano tutti i miei temi: la politica e i suoi riflessi sulle persone (Sotto il Segno dei Pesci), la comunicazione (Il Telegiornale), il viaggio dentro e fuor di metafora di Bomba O Non Bomba, la droga (Chen il Cinese), la tenerezza per Sara (che non si è mai sposata, ma ha avuto tre figli…), l’amicizia con De Gregori (Scusa Francesco). In fondo, sono temi ancora attuali.
Suonare a 40 anni di distanza l’album per intero, cosa che non ho mai fatto, ha un significato speciale per me. Per l’occasione ho chiamato anche i musicisti di allora. Lo inserirò al centro di 45 anni di canzoni e condividerò il palco con alcuni ospiti» afferma Antonello Venditti.
Nato a Roma, Antonello Venditti è uno dei cantautori italiani più amati dal pubblico che dal 1972, anno del suo debutto discografico, ha condensato nel suo repertorio canzoni d’amore e d’impegno sociale. I successi si susseguono uno dietro l’altro: da „Roma“, una dichiarazione d’amore alla sua città a „In questo mondo di ladri“, da „Benvenuti in paradiso“ a „Prendilo tu questo frutto amaro“, da „Antonello nel paese delle meraviglie“ a „Ho fatto un sogno (e l’ho chiamato Roma)“, inno composto insieme ad Ennio Morricone. Nel 1999 arriva un nuovo album di studio, „Goodbye Novecento“, mentre nel 2000 e nel 2001 escono rispettivamente la raccolta „Se l’amore è amore“. Del 2003 è „Che fantastica storia è la vita“, a cui seguono „Dalla pelle al cuore“ e l’ultimo „Unica“.

„In Bomba o non bomba del 1978 ho previsto tutto: anche l’arrivo di Matteo Renzi“ 
Antonello Venditti ha scelto l’Arena di Verona, ieri sera, per festeggiare i 40 anni dalla pubblicazione di Sotto il segno dei pesci, uscito l’8 marzo del 1978
„Ho sognato molto questa serata, ed è più bello di quanto potessi immaginare“. Antonello Venditti ha scelto l’Arena di Verona, ieri sera, per festeggiare i 40 anni dalla pubblicazione di Sotto il segno dei pesci, uscito l’8 marzo del 1978, in un momento storico di forti tensioni, ma che allo stesso tempo esprimeva una grande voglia di cambiamento.
„E‘ stato il mio disco più importante, quello in cui c’erano tutti i miei temi: la politica, l’amore, la droga. Un disco che è ancora attuale e che evidenzia anche doti di profezia. Bomba o non bomba, ad esempio, è la fotografia di Matteo Renzi“, spiega il cantautore romano, citando il verso: „A Firenze dormimmo e un intellettuale, la faccia giusta e tutto quanto il resto, ci disse ‚No, compagni, amici, io disapprovo il passo, manca l’analisi e poi non c’ho l’elmetto“.
Un concerto „drammaticamente imperfetto“, come lo ha definito lui stesso, tra problemi tecnici, collegamenti tv (con Che Tempo Che Fa e Totti in studio) difficili da gestire, scalette tagliate e modificate in corso d’opera (5 i brani saltati, tra cui il gran finale di Grazie Roma) per tentare di rimettere in riga uno show durato oltre 3 ore e mezzo, tra musica e parole (tante) e durante il quale, ospiti d’onore, sono arrivati a duettare con lui anche Francesco De Gregori ed Ermal Meta. „La pace con De Gregori? In realtà, non è mai successo niente. Sono gli altri che avevano bisogno di contrapporci, come con Bartali e Coppi, come con i Beatles e i Rolling Stones“.
Prossimo appuntamento con la festa di Sotto il segno dei Pesci a Roma il 21 e 22 dicembre, in attesa di un nuovo disco per la fine del 2019.

Scaletta Antonello Venditti

Scaletta Antonello Venditti @ Arena di Verona, 23.09.2018
Raggio di luna
Il compleanno di Cristina
21 modi per dirti ti amo
Giulio Cesare (con dedica nel testo a Francesco Totti, collegamento in diretta televisiva con “Che tempo Che Fa”)
Piero e Cinzia
Non so dirti quando
Marta
Lilly
Compagno di scuola
Ci vorrebbe un amico
Notte prima degli esami
Sotto il segno dei pesci
Francesco
Bomba o non bomba (con Francesco De Gregori)
Chen il cinese
Sara
Il telegiornale
Giulia
L’uomo falco
Che fantastica storia è la vita (con Ermal Meta)
Caro Antonello (di Ermal Meta, con Ermal Meta)
Settembre
Alta marea
Sempre e per sempre (di Francesco De Gregori, con Francesco De Gregori)
Attila e la stella (con Francesco De Gregori)
Roma capoccia (con Francesco De Gregori)
Bis: Ricordati di me

Mrs. Robinson

Mrs. Robinson´s Album – Spielräume
Musik aus allen Richtungen mit Albert Hosp. 50 Jahre Bookends 
Am 3. April 1968 waren Paul Simon und Art Garfunkel noch keine 27 und brachten trotzdem schon ihre vierte Langspielplatte heraus. Es war, nach frühen Hits wie „Sounds Of Silence“ oder „I am A Rock“ nun an der Zeit für ein besonders literarisches Album, das sich zwischen Buchstützen genauso gut ausmachen sollte wie im Platten-Regal. In den 14 Tracks werden wir tatsächlich mit eindrücklichen poetischen Bildern versorgt: Da sind die Autos im Stau, die nach Amerika suchen; da sind die alten Freunde, die auf einer Parkbank sitzen, wie Buchstützen; und da ist – in einer im Vergleich zum Soundtrack von „The Graduate“ neu eingespielten Version – der Song „Mrs. Robinson“, in dem es unter anderem heißt: „Where have You gone, Joe DiMaggio.“
Jahre später erinnert sich Paul Simon in einem Nachruf auf DiMaggio in der New York Times: „A few years after „Mrs. Robinson“ rose to No. 1 on the pop charts, I found myself dining at an Italian restaurant where DiMaggio was seated with a party of friends. I’d heard a rumor that he was upset with the song and had considered a lawsuit, so it was with some trepidation that I walked over and introduced myself as its composer. I needn’t have worried: he was perfectly cordial and invited me to sit down, whereupon we immediately fell into conversation about the only subject we had in common. „What I don’t understand,“ he said, „is why you ask where I’ve gone. I just did a Mr. Coffee commercial, I’m a spokesman for the Bowery Savings Bank and I haven’t gone anywhere.“ I said that I didn’t mean the lines literally, that I thought of him as an American hero and that genuine heroes were in short supply. He accepted the explanation and thanked me. We shook hands and said good night.“


 

Casey Kasem

Kemal Amin „Casey“ Kasem (April 27, 1932 – June 15, 2014) was an American disc jockey, music historian, radio personality, voice actor, and actor, known for being the host of several music radio countdown programs, most notably American Top 40, from 1970 until his retirement in 2009, and for providing the voice of Norville „Shaggy“ Rogers in the Scooby-Doo franchise from 1969 to 1997, and again from 2002 until 2009.